Canzone di Levante:
ABBI CURA DI TE
Ovunque andrai abbi cura di te, cura dei tuoi guai
Io ti ricorderò tra I miei desideri e I sogni che
La notte porta e il giorno non cancella mai
Un giorno poi abbi cura di me, cura di noi
Per ogni passo che ho fatto per venire fino a te
Per quelli che farei, per quelli che farò
Per non stancarmi mai, mai, mai, mai
E chiamami amore, senza tremare
Saremo anche banali
Ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
Ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai
Il coraggio di rischiare?
Amore
Difenditi
Il vento soffia, sposta il tempo, il tempo soffierà su te
Per ogni volta che abbasserai lo sguardo
Senza più chiedere perché, chiedere di me
Tu non scordarti mai, mai, mai, mai
E chiamami amore, senza tremare
Saremo anche banali
Ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
Ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai
Il coraggio di rischiare?
Amore
Segui la parte sinistra, il battito lento, l'istinto che sia.
Segui le orme dorate, I cieli d'argento, non perderti via
sabato 16 settembre 2017
giovedì 8 giugno 2017
Alejandro Jodorowsky
POCO A POCO
Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempiendo la mia coppa vuota
là dove sono ombra non smetti di apparire
perché soltanto in te le cose si fanno reali
allontani l’assurdo e mi dai un senso
ciò che ricordo di me è quello che sei
giungo alle tue sponde come un mare invisibile
Alejandro Jodorowsky
venerdì 2 giugno 2017
Avventure interiori
NELL'INDEFINITO
Una
parte di me
vive
nell’indefinito,
in
uno spazio
in
cui trasmigra l’anima
per
dimenticare
il
suo peso.
Floridi
sogni,
figli
di un mistico
silenzio,
chiedono
di
non trovare lacrime
quando
cadranno
dal
loro mutevole
cielo,
lasciandomi
guardare
ancora
le stelle,
mentre
continua
il
mio respiro.
Gabriella Stigliano
domenica 28 maggio 2017
Immaginando...
SCENOGRAFIE
DI CARTA
Scenografie
di carta
si
reggono
ai
miei polsi stanchi,
in
cui fluisce
un
fuoco ancestrale,
una
passione
che
non vuole finire,
un
sogno d'amore
che
ritorna
a
farmi male.
Scenografie
di carta
per
disegnare altre strade
ed
il proprio reame,
per
non vedere
il
pianto del reale,
per
essere guardate
prima
di sapere.
Gabriella Stigliano
giovedì 25 maggio 2017
Poesia di Mario Benedetti
Hombre que mira al cielo
Mentre passa la stella cadente
raccolgo in questo desiderio istantaneo
cumuli di desideri profondi e prioritari
per esempio che il dolore non mi spenga la rabbia,
che l'allegria non smonti l'amore mio,
che gli assassini del popolo trangugino
i loro molari canini e incisivi
e si mordano giudiziosamente il fegato
che le sbarre delle celle
diventino di zucchero o si pieghino di pietà,
e i miei fratelli possano fare di nuovo
l'amore e la rivoluzione
che quando affronteremo l'implacabile specchio
non malediciamo né ci malediciamo
che i giusti vadano avanti,
anche se sono imperfetti e feriti
che vadano avanti caparbi come castori,
solidali come api, agguerriti come giaguari
e impugnino tutti i loro no
per insediare la grande affermazione
che la morte perda la sua schifosa puntualità
che quando il cuore uscirà dal petto
possa trovare la via del ritorno
che la morte perda la sua schifosa
e brutale puntualità,
ma se arriva puntuale, che non ci colga
morti di vergogna
che l'aria torni ad essere respirabile e di tutti
e che tu ragazzina
resti allegra e addolorata,
mettendo nei tuoi occhi l'anima
e inoltre la tua mano nella mia mano,
e nient'altro
perché ormai il cielo è di nuovo torvo
e senza stelle
con elicottero e senza dio.
ole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-174210?f=a:18926>
martedì 23 maggio 2017
L'anima che si rivela
"Dopo aver pianto, negli occhi rimane la seta dell'anima che riveste d'amore il suo cammino"
Gabriella Stigliano
lunedì 22 maggio 2017
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