sabato 16 settembre 2017

Strepitosa LEVANTE....

Canzone di Levante:

ABBI CURA DI TE

Ovunque andrai abbi cura di te, cura dei tuoi guai
Io ti ricorderò tra I miei desideri e I sogni che
La notte porta e il giorno non cancella mai
Un giorno poi abbi cura di me, cura di noi
Per ogni passo che ho fatto per venire fino a te
Per quelli che farei, per quelli che farò
Per non stancarmi mai, mai, mai, mai

E chiamami amore, senza tremare
Saremo anche banali
Ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
Ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai
Il coraggio di rischiare?
Amore

Difenditi
Il vento soffia, sposta il tempo, il tempo soffierà su te
Per ogni volta che abbasserai lo sguardo
Senza più chiedere perché, chiedere di me
Tu non scordarti mai, mai, mai, mai

E chiamami amore, senza tremare
Saremo anche banali
Ma che nome dare a questo vortice che porto al cuore?
Ancora chiamami amore e ci faremo male
Ma che cosa vale vivere tra le paure senza avere mai
Il coraggio di rischiare?
Amore

Segui la parte sinistra, il battito lento, l'istinto che sia.
Segui le orme dorate, I cieli d'argento, non perderti via









giovedì 8 giugno 2017

Alejandro Jodorowsky



 POCO A POCO

Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempiendo la mia coppa vuota
là dove sono ombra non smetti di apparire
perché soltanto in te le cose si fanno reali
allontani l’assurdo e mi dai un senso
ciò che ricordo di me è quello che sei
giungo alle tue sponde come un mare invisibile



Alejandro Jodorowsky  


venerdì 2 giugno 2017

Avventure interiori


NELL'INDEFINITO

Una parte di me
vive nell’indefinito,
in uno spazio
in cui trasmigra l’anima
per dimenticare
il suo peso.
Floridi sogni,
figli di un mistico
silenzio,
chiedono
di non trovare lacrime
quando cadranno
dal loro mutevole
cielo,
lasciandomi
guardare
ancora le stelle,
mentre continua
il mio respiro.



Gabriella Stigliano

domenica 28 maggio 2017

Immaginando...



SCENOGRAFIE DI CARTA

Scenografie di carta
si reggono
ai miei polsi stanchi,
in cui fluisce
un fuoco ancestrale,
una passione
che non vuole finire,
un sogno d'amore
che ritorna
a farmi male.
Scenografie di carta
per disegnare altre strade
ed il proprio reame,
per non vedere
il pianto del reale,
per essere guardate
prima di sapere.




Gabriella Stigliano

giovedì 25 maggio 2017

martedì 23 maggio 2017

L'anima che si rivela



"Dopo aver pianto, negli occhi rimane la seta dell'anima che riveste d'amore il suo cammino"


                                                                                                        Gabriella Stigliano